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Quaderni

Burnt field, 45x30, ink wash,1974

Burnt field, 45x30, ink wash,1974

Recentemente stavo sistemando i miei quaderni. I primi di questi risalgono alla prima infanzia. Mia madre mi dava taccuini vuoti – in realtà erano rubriche ricevute durante Natale da varie imprese di assicurazione e banche –  e, ogni tanto, un enorme libro di campioni di carta da parati donato da un decoratore locale.

Monica, 24x16cm., ink, 1996

Monica, 24x16cm., ink, 1996

Questi ultimi erano larghi 50 cm. e avevi la scelta del color crema sul retro di ogni pagina, dove solo un numero di serie disturbava lo spazio, mentre sulla pagina anteriore c’era un motivo che si ripeteva. Qui, potevi utilizzare le matite più grandi, pastelli o tempere mentre mezzi più semplici come lapis o penne le utilizzavamo nei libri più piccoli.

Arno Fall, 45x35cm., pastel, 1990

Arno Fall, 45x35cm., pastel, 1990

L’unico ordine per il nostro lavoro era cronologico, una data sulla pagina nell’angolo in basso a destra. Per il resto, i disegni erano completamente anarchici. Non c’era un vero soggetto o un tema chiaro. Quando c’era aveva a che fare con il misterioso rapporto che gli oggetti e i luoghi hanno per te prima che i valori funzionali iniziano a fare parte dell’equazione, il modo in cui tu rinnovi la tua esistenza.

Yates Violin, 13x20 cm., ink, 1982

Yates Violin, 13x20 cm., ink, 1982

C’era un bambino che usciva ogni giorno

E il primo oggetto che guardava

Quell’oggetto lui diventava

E quell’oggetto fa parte di lui per il giorno, o per una certa

parte della giornata, o per molti anni o cicli crescenti di anni. (Mia traduzione temporanea: Foglie d’erba, Walt Whitman in)

Tommaso, 13x20 cm, ink, 2005

Tommaso, 13x20 cm, ink, 1995

Gli schizzi di un artista hanno una connessione molto più immediata con la propria vita che il lavoro preparato per una esibizione. Allo stato più puro sono come i disegni dei bambini, legati a fattori esistenziali che hanno poco a che fare con stile, e ancora meno con l’intenzione di comunicare con il mondo esterno.

White Street, 45x32cm., pastel, 2002

White Street, 45x32cm., pastel, 2002

Vi è una sorta di paradosso, perché il valore di un disegno come questo sta nella sua stessa mancanza di utilità materiale o importanza. Anche una discussione di qualità è irrilevante in questo caso. Un taccuino può essere – dovrebbe essere – caotico in tema e stile, perché qualunque altra cosa sembra riguardare, trattarsi, il soggetto principale è l’ espressione ogni giorno del suo autore.

Dolci di Erice, 25x16cm., water color, 1996

Dolci di Erice, 25x16cm., water color, 1996