Sei gambe di creta per una tavola

Six Legs

Six legs - Clay models

Stavo solo smistando immagini e cercando di tenere il passo nel tentativo di creare un archivio del mio lavoro quando mi sono imbattuta in una cartella nascosta con diverse immagini di oggetti che poi non ho mai realizzato. Si chiama “Gambe” e contiene le immagini di una serie di supporti per mobili rapidamente modellati in – quello che immagino – lo stesso stato d’animo e mano comune a tutti coloro che creano mobili da centinaia di anni. Esse sono ottenute pizzicando la creta (o cera calda), tagliando con un cucchiaio o rotolandolo per appiattire i dettagli.

Due pensieri vengono in mente. Uno ha a che fare con i detriti (schizzi, modelli, disegni, fotografie) che sono sepolti sotto un lavoro d’arte e che non vedono mai la luce del giorno a meno che un” luccichio” catturi l’attenzione, mentre si cerca qualcos’altro. (Avere un iPhone sempre a portata di mano significa che evidenza di questi frammenti è almeno concepibile per quanto la sua distribuzione sia caotica).
Il secondo pensiero – e quello che trovo confortante – è che il lavoro perso é un precedente necessario per quello che segue. E mi sembra che, anche se questo può essere un ragionamento sulla difensiva, mentre io fatico creando il mio archivio, c’è qualcosa di salutare nell’ imbattersi in questi meandri attraverso il mio hard disk.

Forse perché ora staccata dai vecchi pezzi, ritrovandoli mi sorprendo… Così, provo lo stesso tipo di piacere e anche affetto che sento quando passeggiando con Frankie, il mio cane, mi fermo davanti degli aculei di porcospino.