L’Arte del Collezionista

Dwarf collection

L’Arte della raccolta

Gli artisti spesso hanno una naturale affinità con i collezionisti. Questo non è solo per ovvie ragioni,cioè che il collezionista svolge un ruolo essenziale nel portare l’opera d’arte fuori dallo studio dove può assumere una vita propria. C’è qualcosa di ancora più fondamentale che i due hanno in comune. L’artista è pure lui un collezionista, nella sua vita quotidiana egli accumula spontaneamente e costantemente cose che poi dispone secondo qualche ordine privato.

Per “collezionista”, non intendo qualcuno che cerca semplicemente di accumulare un gran numero di oggetti all’interno di una categoria specifica. So che ci sono cosiddetti collezionisti che attraverso vari agenti sono in grado di riempire interi magazzini con pezzi preziosi. Ci sono persone che vogliono aumentare il loro status sia finanziariamente sia socialmente tramite l’acquisto di opere d’arte il cui futuro sembra luminoso nel mercato dell’arte. In pochi anni saranno in grado di realizzare un profitto.

Il vero collezionista ha un’altra concezione del tempo. Egli non pensa ad una futura realizzazione ma a una presente continuativa. La sua collezione è definita da ciò che egli è riuscito a raccogliere da un passato diffuso. Le sue motivazioni hanno a che fare con il processo di scoperta e acquisizione piuttosto che con gli investimenti. Egli è un protagonista; mentre le visite in studio, dibattiti a tarda notte, lettere riguardanti opere d’arte, in qualche modo collegate a quelle interessanti per lui, visite a gallerie e librerie – questo genere di cose – rende ad un eventuale dipinto finale, o ad una scultura o ad altri medium un significato più profondo.

Red Bird and book

Spontaneous collection

Lo scoprire un’opera d’arte e poi infine possederla diventa parte importante dell’ identità del pezzo. L’intuizione del collezionista può essere emozionante, la sua percezione di curiose somiglianze tra le idee e oggetti può rivelare un nuovo significato, e suggerire indicazioni per l’esplorazione. Così il vero collezionista è una sorta di poeta. Il suo rapporto con la vita di tutti i giorni è intenso e diretto. Dalla prima infanzia lui (o lei) ha sviluppato l’abitudine di raccogliere certe cose e di metterle in tasca.

La raccolta di certi oggetti è un modo di materializzarsi della memoria. Il valore fondamentale di un oggetto deriva da come si integra nella serie. La maniera in cui sono disposti dipende da criteri che sono altamente personali, come memoria, proprie associazioni. Alla fine, la collezione vera è di per sé un’opera d’arte. Come ogni opera d’arte, il suo carattere è strettamente intrecciato con la personalità del suo creatore. Egli capisce che la memoria è l’atto creativo primordiale. In tale senso richiede la coscienza, le decisioni riguardanti scelte, e ordine, la ripetizione, e un sistema (delle volte immaginario) dalla sua rappresentazione nello spazio.

Bathroom collection

Linus Pauling ha detto che non arrivano buone idee se non si inizia con un sacco di idee e qualche principio per la selezione. Il risultato di questo riordinare può essere una nuova narrazione del passato, una visione della storia dell’arte come terreno fertile e vivente. Quello che sa il collezionista meglio dello specialista d’arte, storico, critico, è che una versione scritta è solo una parte del conto. Gli oggetti che sono stati recuperati possono essere a loro volta in grado di raccontare una storia ricca e vibrante.

In memoria di Giovanni